Dopo molti anni rivedere uno accanto all’altro Benedetto Della Vedova e Olivier Dupuis è stato come immaginare che il tempo non fosse passato.
L’Ucraina ci ha riportato insieme a lottare per dare dignità ad una scelta europeista contro la deriva espansionista della Russia.
Con Pino Perri che ha fatto una intrduzione sulla storia dell’Ucraina da incorniciare (e da riascoltare su Radio Radicale) siamo entrati in una realtà che pochi conoscono.
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(la sala del Circolo dei Lettori di Torino)
L’iniziativa l’abbiamo realizzata nella splendida cornice del Circolo dei lettori, nell’occasione della presentazione del libro «Le ombre degli avi dimenticati» (apice libri) di Mychajlo Kocjubynskyj, un romanzo breve ambientatao sui Carpazi ai primi del 1900 che racconta vicende legate alle tradizioni di quei popoli; tradizioni e storie che sono analoghe a quelle delle nostre montagne.
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Dalla mia ormai purtroppo lunga storia politica mi sono tornate alla mente le nostre iniziative sulla ex-Yugoslavia, con la richiesta di ingresso della Bosnia nella comunità europea per scongiurare la guerra e uno storico consiglio generale del Partito Radicale convocato in Croazia, a Zagabria, in un sotterraneo antiaereo mentre Milosevic cominciava a bombardare.
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(Olivier Dupuis)
La storia si ripetè in Kossovo dove Antonio Russo, unico giornalista presente in loco, ci fornì reportage giornalieri prima di scappare in treno con i profughi. E poi la Cecenia dove una comunità europea imbelle (più di quanto lo era stata in Yugoslavia) lasciò nelle mani sanguinarie del regime di Putin la speranza democratica. Mi è tornato alla mente l’amico e compagno ceceno Umar Kambiev, le nostre comuni battaglie, le speranze e la sconfitta. Ho ripensato all’invasione russa in Georgia e ora tocca all’Ucraina.
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(Benedetto Della Vedova)
Abbiamo lottato; ogni tanto riuscendo almeno per un millimetro a far prevalere ragionevolezza e democrazia, altre volte siamo stati sonoramente battuti. In ognuna di queste vicende tragiche l’Europa è stata un fantasma, una presenza assente, un pachiderma economico incapace di agire politicamente.
Oggi tuttavia abbiamo di nuovo una grande occasione, quella di cogliere la crisi russo-ucraina per dare corpo ad una politca estera e di difesa comune, per dare corpo agli Stati Uniti d’Europa di Altiero Spinelli, del Manifesto di Ventotene. Oggi tenere alta la bandiera dell’Ucraina e difendere il ritorno di quel Paese all’interno della casa comune europea è una scelta imprescindibile per arginare le velleità espansioniste e ricattatorie di Putin e della Russia, contro il silenzio complice di tanta parte dell’Occidente.
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(Pino Perri)
Troppe volte le diplomazie hanno preferito girare la testa dall’altra parte per poi trovarsi presto di fronte a disastri ancor peggiori. Questa volta occorre agire al massimo livello con la diplomazia e con le sanzioni; una guerra alberga nel cuore dell’Europa, a casa nostra, ma la maggior parte di noi vive tutto questo con sufficienza o addirittura con disinteresse.
Credo che ciascuno invece dovrebbe abbandonare per un attimo le proprie legittime e personali occupazioni e preoccupazioni e darci una mano per fornire sostegno alla causa democratica e di liberazione del popolo ucraino. Chiedere un’Ucraina europea significa difendere noi stessi.
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