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+Europa
riparte

Cattura

28 marzo 2018

Ieri si è tenuta la prima riunione per il lavoro di riforma statutaria di +Europa. Lo Statuto attualmente vigente prevede infatti la nomina di “un comitato a cui è affidato il compito di redigere un nuovo Statuto da sottoporre all’Assemblea entro il 31 maggio 2018. Il nuovo Statuto dovrà, tra l’altro, determinare le regole di apertura e di partecipazione democratica al progetto politico di “+EUROPA” anche ai fini della costruzione di un soggetto politico-elettorale federalista e paneuropeo.

L’Assemblea di +Europa, composta da Benedetto Della Vedova, Riccardo Magi, Bruno Tabacci e Gianfranco Spadaccia ha nei giorni scorsi nominato e oggi riunito il comitato composto da Marco Cappato, Maurizio Di Nicola, Olivier Dupuis, Andrea Mazziotti, Carmelo Palma, Angelo Sanza e Lorenzo Strik Lievers. Alla riunione sono anche intervenuti Emma Bonino, Silvja Manzi, rappresentante legale di +Europa e Alessandro Fusacchia, deputato eletto nella circoscrizione estero.

Nell’ambito dell’attività di elaborazione statutaria, +Europa ha deciso di convocare a breve, entro la prima metà di aprile, un seminario di approfondimento dei contenuti e delle forme dell’iniziativa europeista nella nuova fase politica. A questo seminario parteciperanno i gruppi dirigenti dei tre soggetti fondatori di + Europa, cioè di Radicali Italiani, Forza Europa e Centro Democratico.

Come disse Emma Bonino all’indomani del voto del 4 marzo: “abbiamo deciso, senza grandi né piccoli tentennamenti, che questo progetto deve continuare. Troveremo le formule e il modo di lavorare assieme, ma nessuno di noi è disposto a tradurre una sconfitta numerica evidente in una sconfitta del progetto politico, che è nato nuovo, di recente, e che nel contesto generale ci sembra che valga sempre più la pena di continuare a curare e ad organizzare.

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salvini conte di maio-2

Dopo aver vomitato contro i presidenti non eletti si propone un presidente non eletto.
Dopo aver detto basta con i tecnici si propone un tecnico (Toninelli ripete come un disco rotto che “non è un tecnico!” quasi se essere un tecnico rappresentasse un insulto. Ma se non è un tecnico e non ha alcuna esperienza politica, che è?).
Dopo aver accusato La Lega delle peggiori cose si fa un’alleanza (un contratto chiedo scusa) con la Lega.
Dopo aver urlato a difesa della Costituzione come degli ossessi, si intima – minacciando in alcuni casi – al Presidente Mattarella cosa fare, evidentemente non conoscendo la Costituzione o fregandosene di quanto prescrive.
Dopo le minacce inqualificabili e violente di trattare il Palazzo del Quirinale come la Bastiglia.
Dopo aver stilato nelle segrete stanze la lista partitocratica dei Ministri in barba a trasparenza e streaming e nemmeno condividendo le scelte con chi dovrà fare il Presidente del Consiglio.
Dopo aver detto tutto e il contrario di tutto sull’Euro e sull’Europa.
Dopo aver conquistato consenso sulla pelle dei più emarginati del mondo (gli immigrati), di migliaia di morti nel Mar Mediterraneo e con le balle spaziali della peggiore campagna elettorale della Storia.
Dopo tutto questo e molto altro, dopo contraddizioni e opportunismi così grandi da divenire forse invisibili e indicibili, non serve richiamare all’ordine questi sfascisti. Serve organizzare la resistenza nonviolenta di chi sogna un mondo aperto, un’Italia in cammino verso un’Europa federale, democratica e laica, una economia capace di guardare agli ultimi senza essere statalista, protezionista e razzista, una democrazia che conquisti nuove strade e non chiuda quelle vecchie distruggendo le fondamenta dello Stato liberale.
Non in difesa ma all’attacco!
Altro che regime! Altro che partitocrazia e spartitocrazia! Altro che legalità, trasparenza e onestà praticate! Altro che libera informazione! Le nostre analisi ultracinquantennali sulla teoria della prassi, sui fini che non giustificano i mezzi ma i mezzi che prefigurano i fini, devono farci vedere chiaramente la gravità della situazione!
Serve una generazione di cittadini coraggiosi (giovani o vecchi non ha importanza), che non chinino la testa e sappiano avere occhi per sognare, braccia per abbracciare, labbra per sorridere e baciare, mani per costruire, gambe per far camminare le idee, testa per far crescere la fantasia e le speranze di ciascuno.
Idee di libertà e passione civile, che non possono e non debbono essere recluse nei confini delle Nazioni o delle Patrie e devono contrastare le illusioni, foriere da sempre delle peggiori tragedie.

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Cannabis legale
fai da te

radical-cannabis

Era il 1975 quando Marco Pannella fumò uno spinello in pubblico e si fece arrestare. Un’azione di disobbedienza civile che allora fu dirompente e rivoluzionaria ed ebbe il merito enorme di aprire, finalmente, il dibattito sulla follia delle politiche proibizioniste sulle droghe. 40 anni fa quando aprivamo un tavolo per strada per chiedere di legalizzare le droghe (almeno quelle leggere) prendevamo valanghe di insulti; oggi lo stesso tavolo produce strette di mano e pacche sulle spalle. Abbiamo cambiato la coscienza del Paese ma la legge e la politica sono indietro che arrancano e continuano a dare nelle mani della criminalità organizzata i proventi della droga proibita, con il danno collaterale di riempire le galere di disperati. Nello scorso Parlamento siamo giunti a un passo dall’approvazione di una legge che legalizzasse coltivazione e consumo di Cannabis.

Per proseguire idealmente quella battaglia, dopo innumerevoli disobbedienze civili e processi, autodenunce e referendum (uno vinto nel 1993 che cancellò le pene per uso personale), progetti di legge di iniziativa popolare, oggi voglio proporvi in pillole qualche consiglio per coltivare la Cannabis, ricordando che ne esistono molte varietà e che quelle a basso tenore di THC sono legali. Per approfondimenti potete consultare il libro di Luca Marola “Marijuana in salotto. Guida alla coltivazione fai da te” che illustra come fare anche con varietà più resistenti e dalla maturazione più rapida come le autofiorenti.

La Cannabis è pianta annuale, da seminare a mezzo cm di profondità in terreno a pH neutro tra marzo e aprile (se lo fate in questi giorni di maggio siete ancora in tempo). Occorre un vaso con terreno umido che va posto al buio; dopo circa 2 giorni nascerà la piantina che deve essere messa subito in luce. Annaffiare poco tutti i giorni ma non nella parte centrale della giornata. La maggior parte delle varietà fioriranno a luglio (la variabilità è tuttavia ampia) e dalla fioritura in poi occorre aggiungere fosforo e potassio all’acqua di bagnatura. Il concime adatto lo trovate nei negozi specializzati e va bene per Cannabis e orchidee; non esagerate che potreste danneggiare la piantina. Quando i fiori hanno i pistilli di colore aranciato e si formano goccioline opalescenti si possono raccogliere le infiorescenza (solitamente tra settembre e ottobre). Il raccolto deve essere fatto seccare per qualche settimana al buio e al fresco e lasciato “conciare” per qualche mese per ottenere il massimo risultato.

In attesa della legalizzazione della coltivazione anche per uso ludico, almeno impariamo come si fa per farla crescere rigogliosa.

Igor Boni – Direzione nazionale Radicali Italiani

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