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Comunicati stampa

#JeSuisNigérien: le immagini del flash-mob a Torino
per chiedere lo stop ai crimini in Nigeria

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Idee per Torino e Associazione radicale Adelaide Aglietta hanno lanciato un Flash-Mob a Torino sabato 17 gennaio (alle ore 12 in Piazza Castello di fronte a Palazzo Madama) per chiedere alla Comunità internazionale di intervenire in Nigeria per fermare il massacro di civili.
I partecipanti si sono stesi a per terra con cartelli al collo #JeSuisNigérien a rappresentare le migliaia di morti innocenti di questi ultimi giorni. Il presidio, che era aperto a tutti i cittadini e a tutte le associazioni e partiti, ha visto una buona partecipazione e ha avuto una notevole eco sui media, tv, agenzie e giornali. Qui sotto una raccolta di foto dell’evento.

Dichiarazione di Nicoletta Gazzeri (Presidente di IdeexTorino) e Igor Boni (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta):
“La violenza delle persecuzioni in Nigeria compiute dall’organizzazione fondamentalista Boko Haram sono veri e propri crimini contro l’umanità che devono essere fermati e perseguiti. La risposta della oceanica manifestazione di Parigi ha dimostrato che è possibile reagire a crimini efferati che mettono a rischio la nostra vita e le nostre libertà. Quello che accade tutti i giorni in Nigeria, con esecuzioni sommarie di massa, civili trucidati e bambini fatti esplodere come bombe umane per compiere stragi e massacri deve produrre una reazione altrettanto forte anche qui, in Europa, in Italia, a Torino. Per questo chiediamo a tutti di manifestare con noi stesi per terra, per dare voce al grido di aiuto che giunge dall’Africa, per dare corpo ad una rivolta civile contro la violenza”.
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“JE SUIS CHARLIE”
Contro intolleranza e terrorismo
quotidiani e siti di news aprite così

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(l’ultima profetica vignetta di Charlie Hebdo)
Dichiarazione di Igor Boni e Giulio Manfredi (Presidente e Segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):
“Di fronte a crimini di questa efferatezza e ai terroristi di ogni risma e colore politico o religioso non si china la testa. Con questo spirito chiediamo a tutti i quotidiani italiani (e non solo italiani) e a tutti i siti di informazione di aprire le prime pagine con la scritta “JE SUIS CHARLIE” o con le vignette satiriche di Charlie Hebdo.
Noi l’abbiamo già fatto sul nostro sito www.associazioneaglietta.it e sulle nostre pagine facebook e twitter”.

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Conferenza stampa per una legge elettorale
uninominale e maggioritaria
contro listino, proporzionale e preferenze

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CONFERENZA STAMPA PER UNA LEGGE ELETTORALE
UNINOMINALE E MAGGIORITARIA CONTRO LISTINO, PROPORZIONALE E PREFERENZE

Lunedì 22 dicembre alle ore 12.30 presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta in via Botero 11/f a Torino si terrà una conferenza stampa di presentazione delle iniziative volte ad una modifica della legge elettorale regionale in senso uninominale e maggioritario. In particolare sarà illustrata una petizione rivolta alla regione Piemonte e una mozione che sarà presentata all’interno della Direzione del Partito Democratico.
All’iniziativa, promossa da una molteplicità di associazioni, in attesa di ulteriori adesioni, saranno presenti:
Igor Boni
Davide Ricca
Mario Sechi
Luigi Brossa
Gloria Benincasa
Giulio Manfredi
Sara Levi Sacerdoti
Alfonso Badini Confalonieri
Giorgio Diaferia

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ll Divorzio Breve è una norma di alto valore giuridico e civile
Come mai alcuni parlamentari del PD non l’hanno votata?

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(nella foto Gigi Brossa e Igor Boni)

Brossa e Boni: “ll Divorzio breve è una norma di alto valore giuridico e civile. Cadiamo dalle nuvole nell’apprendere che alcuni parlamentari del PD abbiano deciso di non votarla”.

Dichiarazione di Luigi Brossa e Igor Boni:

“Cos’hanno invocato i parlamentari del PD a sostegno del loro dissenso? Un’improbabile obiezione di coscienza?
Chiediamo alle segreterie regionale e provinciale di aprire un confronto sul tema del Divorzio breve, che riteniamo di straordinaria attualità.
La norma che permette di arrivare al divorzio senza passare per la fase della separazione ottiene il via libera della Commissione Giustizia del Senato spaccando però la maggioranza.
Che i Senatori di Ncd, per protesta, abbandonino i lavori della Commissione lo consideriamo un gioco delle parti, ancorché piuttosto ridicolo.
Che Enrico Costa dichiari necessaria un’ulteriore riflessione fa sorridere se solo si pensa a quanti anni il provvedimento è rimasto sepolto nei cassetti delle Aule parlamentari.
Che Carlo Giovanardi suggerisca di ponderare bene il tema prima di decidere era prevedibile (anche se non va a sua discolpa).
Ma che addirittura alcuni deputati PD non votino il Divorzio breve, bé questo lo riteniamo un atto irresponsabile.
Sui diritti civili e sulla laicità non si vede il colpo di reni deciso che invece è così necessario oggi. Proprio mentre ad ogni passo si incontrano tanti pigri ‘benaltrismi’ e tanti nuovi conservatorismi”.

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Prima che “consumo di suolo” diventi solo un nuovo slogan
approviamo una legge che prevenga il dissesto idrogeologico

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(Genova nei giorni scorsi)

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta)

RIUTILIZZO DELLE AREE DISMESSE E COMPENSAZIONE ECOLOGICA
SONO STRUMENTI CONCRETI PER PROTEGGERCI DAL CONSUMO DI SUOLO

“Quando nel 2006 presentammo in Parlamento la prima legge italiana per la protezione del suolo, seguendo la Strategia Tematica Europea, eravamo guardati con la sufficienza che si dedica agli idealisti o agli ingenui. Oggi sono numerosi i progetti di legge depositati e la lotta al ‘consumo di suolo’ è sulla bocca di tutti, soprattutto in concomitanza di eventi calamitosi come quelli degli ultimi giorni. Prima però che diventi – come molto altro – solo uno slogan vuoto di contenuti, è necessario passare dalle buone intenzioni di tanti a fatti concreti. Perciò ribadiamo l’urgenza che ogni attività di pianificazione territoriale, ad ogni livello, si basi sul riutilizzo delle aree edificate dismesse e che l’occupazione di suolo non edificato comporti l’attivazione di una ‘compensazione ecologica preventiva’ o di ‘oneri economici aggiuntivi’ da utilizzare come risarcimento del danno subito dalla collettività in seguito alla perdita delle funzioni svolte dal suolo. Gli interventi di compensazione preventiva, come la realizzazione di nuovi sistemi naturali permanenti (siepi, filari, prati, boschi, aree umide, consolidamenti) devono realizzarsi in aree degradate per recuperarle. In alternativa devono essere pagati ai Comuni oneri aggiuntivi commisurati alla qualità dei suoli impermeabilizzati; oneri che devono confluire nel bilancio comunale in un ‘fondo di compensazione ecologica’ da utilizzare per la realizzazione di opere che migliorino lo stato dell’ambiente. Il tutto abolendo ogni possibilità per i Comuni di usare gli oneri di urbanizzazione per il pagamento delle spese correnti.
Quando avremo fatto tutto questo avremo compiuto una vera e propria rivoluzione e smetteremo lo sport indecente di scaricare responsabilità da Roma alle Regioni, dalle Regioni ai Comuni e viceversa, senza peraltro produrre reali cambiamenti sul rischio di dissesto idrogeologico”.

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Silvio Viale selezionato dall’ALDE
(Alleanza Liberali e Democratici per l’Europa)
come finalista per il premio europeo “Leader”

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Silvio Viale (nella foto qui sopra come sempre al mio fianco in tutte le battaglie), Presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani e consigliere comunale a Torino (eletto nelle liste del PD) è stato ufficialmente designato tra i finalisti del premio Leader (Liberal Democrat Regional and Local Politicians Awards), che prevede l’assegnazione di premi a politici di spicco appartenenti a partiti liberal democratici a livello regionale e locale. Il premio è stato istituito e lanciato dal gruppo liberale europeo ALDE (Alleanza Liberale e Democratici per l’Europa). I vincitori saranno stabiliti in una cerimonia pubblica che si svolgerà a Bruxelles il 10 dicembre prossimo dove tutti i finalisti parteciperanno ad un seminario con i nuovi commissari liberali sulle strategie e politiche europee da sostenere nel prossimo futuro.

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta)
“Sono molto felice di questa scelta dell’ALDE che dimostra quanto l’impegno di Silvio Viale e nostro, a livello locale, abbia dato frutti che sono riconosciuti ai massimi livelli europei. Le vittorie e le attuali iniziative sui diritti civili e sulla trasparenza, dall’istituzione del registro dei testamenti biologici alla legalizzazione della pillola abortiva RU486, dall’approvazione dello ius soli a Torino per i nuovi nati, all’applicazione a livello cittadino e regionale dell’anagrafe degli eletti e nominati, dal lancio dei referendum comunali sul road-pricing e contro il consumo di suolo alle lotte per la marjuana terapeutica tuttora in atto, sono solo alcuni degli esempi che dimostrano il valore di un impegno e di politiche troppo spesso non riconosciute a dovere in sede locale e nazionale. L’apporto delle politiche liberali e l’azione testarda volta alla conquista dei diritti e della libertà di scelta individuale, sono prerogative rare in questo Paese. Spero che il 10 dicembre prossimo Silvio possa essere premiato per tutto questo ma è già un grande risultato, un doveroso riconoscimento, questa prima nomination a livello internazionale”.

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Leopolda piemontese per buttare il cuore oltre l’ostacolo
Lettera aperta a Davide Gariglio, segretario regionale Pd e la sua (immediata) risposta

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Igor Boni, Presidente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta (candidato alle scorse regionali nelle liste del PD) ha inviato la seguente lettera aperta al segretario regionale del PD Davide Gariglio

“Caro Davide,
credo sarebbe necessario organizzare da subito un grande evento di confronto sul futuro della nostra Regione e del PD piemontese. Una sorta di Leopolda regionale nella quale riflettere su cosa sta accadendo attorno a noi.
Le spinte di innovazione che arrivano da molte parti non sono adeguatamente colte dalla struttura del partito regionale.
Dovremmo dare risposte nuove alla crisi del lavoro provando a sperimentare in modo attivo politiche liberali come quelle proposte da Pietro Ichino.
Dovremmo, sui diritti civili, evitare di vedere il PD sorpassato dal Vaticano magari facendo una battaglia per vedere equiparati i diritti di tutte le famiglie nel welfare regionale e attivando senza ritardi la fecondazione eterologa.
Dovremmo, sulla giustizia, prendere atto che la necessità di una riforma che apra le porta alla responsabilità civile dei magistrati e alla separazione delle carriere non solo non è un tabù ma qualcosa di necessario, e non solo perché ce lo chiede l’Europa.
E ancora dovremmo sulla legge elettorale regionale ragionare su come arrivare ad eliminare il listino dei nominati (con mercato delle vacche allegato) e il voto di preferenza passando ad una legge maggioritaria uninominale: quanti, su questo, sanno che solo il 15-20% dei votanti seleziona chi sarà eletto?
Su trasparenza e legalità, i temi che hanno guidato la mia campagna elettorale, è giunto il tempo come promesso insieme di presentare il progetto di legge “Piemonte trasparente” per togliere ai partiti la scelta dei nominati nella sanità e procedere ad un processo di trasparenza nella selezione delle persone in base al merito e non alle appartenenze partitiche o correntizie.

Ho la profonda convinzione che se non sapremo prendere in mano nuovamente tutto questo, con capacità di proposta, con passione e con l’ambizione di conquistare un cambiamento nei confronti del passato si prospetta davanti un futuro pericoloso. Non per il PD ma per le politiche di questo territorio.
Siamo nel cuore della crisi con i dati peggiori sulla chiusura di aziende e partite iva, di perdita di posti di lavoro e di utilizzo di cassa integrazione rispetto a tutto il Nord e Centro Italia e non possiamo più rimanere legati a vecchie e logore logiche.
Occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo. La rottamazione delle persone in base al dato anagrafico l’ho sempre trovata una procedura volgare e priva di significato ma rottamare vecchie politiche e vecchie consuetudini è doveroso e dovremmo farlo da subito.

Con questi auspici ti chiedo, vi chiedo, di convocare un evento pubblico fuori dalle logiche strette di partito per dare voce, luce e concretezza ad un rinnovamento che tarda purtroppo a farsi strada.

Con affetto,
Igor Boni”

ECCO LA RISPOSTA DI DAVIDE GARIGLIO

Caro Igor, cari amici dell’Associazione Adelaide Aglietta,
oggi, mentre seguivo i lavori della Leopolda, ho visto la vostra lettera che mi sollecita a creare un evento simile nella nostra Regione, per discutere fuori dagli schemi preordinati di partito, in modo coraggioso e prospettico, del futuro del nostro territorio e delle scelte che spetta a noi assumere.
Sono totalmente d’accordo con voi.
Nella segreteria regionale già a luglio abbiamo deciso di creare un evento simile, che dovrebbe tenersi – impegni nazionali permettendo – il 29 novembre a Torino.
Alcuni membri della segreteria ci stanno lavorando appassionatamente.
Questo dovrebbe essere il momento di avvio del lavoro programmatico, che sarà poi sviluppato dagli 11 forum tematici regionali, cui hanno già aderito più di 500 persone.
Al termine di tutto, tra un anno, terremo una grande conferenza programmatica, la prima per il Piemonte, come previsto dal nostro Statuto.
Ti/vi chiedo aiuto.
Lo sforzo che dobbiamo fare é quello di superare i nostri schematismi mentali, la pigrizia culturale di chi ripete sempre le scelte del passato per paura di avventurarsi su strade nuove.
Gli interventi di oggi, qui alla Stazione Leopolda, raccontano tutti di esperienze partite col coraggio della rottura, della discontinuità, anche dell’azzardo.
Il PD, per come lo concepiamo noi, deve saper guidare il Paese in uno straordinario sforzo di rinnovamento.
Mi rendo conto che su di noi pesano grandi aspettative e che il nostro partito a volte é più teso a conte interne, a discussioni in house, che non a traghettare con decisione il Piemonte verso il futuro.
Oggi in Regione viviamo un momento di crisi finanziaria drammatica, che obbliga noi amministratori regionali a decisioni forti e innovative già nell’immediato.
Ecco perché l’evento che immaginiamo non é fine a se stesso, ma funzionale ad offrire idee e soluzioni concrete a chi deve compiere le scelte.
È la grande funzione del partito, che per troppi anni in Italia abbiamo subappaltato agli amministratori.
Ora noi dobbiamo provarci.
Lo sforzo della segreteria regionale é in questo senso.
Abbiamo bisogno anche del vostro aiuto e delle vostre idee.
Con amicizia.
Davide
Firenze, 25 ottobre 2014

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CANNABIS TERAPEUTICA: I RADICALI PRESENTANO PETIZIONE IN REGIONE E IN COMUNE. MANFREDI: “IL PIEMONTE E TORINO IN PARTICOLARE POSSONO FAR MOLTO PER ASSICURARE I FARMACI CANNABINOIDI AI MALATI”

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Questa mattina Giulio Manfredi, nella veste di segretario dell’associazione radicale Adelaide Aglietta, ha presentato presso il Consiglio Regionale del Piemonte una petizione regionale che richiede alla Giunta regionale:
– di avviare azioni sperimentali in forma di “progetto pilota” al fine di produrre medicinali cannabinoidi mediante coltivazione della cannabis presso l’Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente (IPLA) di Torino e/o presso l’Istituto Bonafous di Chieri (TO) e successivo inoltro della cannabis coltivata allo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, deputato alla produzione di farmaci cannabinoidi;
– di attivare parrtnership di ricerca e valutazione, prodromici alla produzione da parte di soggetti autorizzati secondo la normativa vigente, con università del Piemonte, associazioni degli utenti e altri soggetti portatori di interesse e/o di specifiche competenze.

Successivamente, Manfredi, assieme a Igor Boni (presidente Associazione Aglietta) e Alessandro Frezzato (Associazione Luca Coscioni), ha illustrato alla stampa, presso il Municipio di Torino – utilizzando il cosiddetto “diritto di tribuna“ previsto dallo Statuto Comunale – la petizione comunale che richiede al Comune di Torino di attivarsi a sua volta per l’avvio di “progetti pilota” di coltivazione della cannabis terapeutica sul territorio cittadino, come anche richiesto dall’Ordine del Giorno 2012-05025/002 (presentato dal consigliere comunale Silvio Viale e altri, e approvato dal Consiglio Comunale di Torino nella seduta del 13 gennaio 2014 con 24 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto).
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All’uscita dalla conferenza stampa, i tre esponenti radicali hanno dichiarato:
“Mettiamo da parte, senza dimenticarlo, il dibattito “legalizzazione contro proibizionismo”. Stiamo parlando d’altro: la cannabis terapeutica è formalmente legale in Italia dal 2007 ma concretamente solo 60 cittadini italiani sono riusciti ad accedere ai farmaci cannabinoidi nel 2013. Finalmente, la settimana scorsa, c’è stato un passo in avanti, con la firma dell’accordo fra Ministeri della Salute e della Difesa per far coltivare e produrre i farmaci cannabinoidi dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Si tratta ora di fare altri passi in avanti, permettendo la coltivazione e produzione dei farmaci cannabinodi in altri siti italiani, con tutte le garanzie necessarie di rigore scientifico e sicurezza. Già 11 regioni hanno deliberato provvedimenti sulla cannabis terapeutica; a noi e ai malati non interessa che la Regione Piemonte arrivi dopo le altre, ma che faccia effettivamente delle cose, in sinergia con il Comune di Torino e con chi vorrà dare una mano, per garantire a chi ne ha bisogno farmaci cannabinoidi a costi contenuti e con tempi brevi di consegna”.

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Un mese intenso di incontri e di progetti per il futuro dell’Ipla

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Ieri e oggi ho partecipato a due importanti incontri con gli Assessori regionali Aldo Reschigna (Bilancio) e Giuseppina De Santis (Partecipate) insieme al Direttore f.f. dell’Ipla Luca Rossi.
Si incomincia a delineare una strada percorribile che possa valorizzare le attuali funzioni che svolge l’Istituto Piante da Legno e l’Ambiente (nella foto vedete la homepage del sito dell’Ipla) ma con la necessità di individuare nuovi ruoli che possano anche avere un risvolto economico diretto. Tra questi, credo siano aspetti non secondari su cui puntare la predisposizione e attuazione di un piano di manutenzione del territorio regionale contro i dissesti idrogeologici come pure l’attivazione di un percorso di valorizzazione dei nostri boschi e dei nostri territori rurali.
La nostra situazione si può guardare da due angolazioni differenti: da una parte sono intatte ad oggi le difficoltà che avevamo fino ad un mese fa quando ho ricevuto l’incarico di Amministratore Unico dell’IPLA e dall’altra sono evidenti una serie di condizioni di contorno positive che fanno intravvedere una possibilità di soluzione. Difficile ad oggi dire come andrà a finire ma sono certo che se arriveremo ad una soluzione stabile dobbiamo tutti sapere che saremo in un’altra realtà.
Da anni auspichiamo una riforma e oggi le condizioni di contorno impongono una riforma che possa ridurre i costi, aumentare l’efficienza, consolidare le nostre competenze e aprirci il mercato verso un numero maggiore di clienti rispetto alla situazione odierna.
Lo spirito di conservazione che in un modo o nell’altro pervade ciascuno – non parlo dell’IPLA ma di tutti – deve essere superato dalla voglia e dalla necessità di voltare pagina. Inutile fare voli pindarici, però: dobbiamo confrontarci con le norme in vigore e le difficoltà, muovendo passi concreti. In sostanza ci si chiede – mi si chiede – di fare in tre mesi quello che non si è fatto in otto anni; tutto questo è e sarà difficilissimo ma è e sarà indispensabile.
Con questo spirito crediamo utile autoimporci scadenze prossime e verificabili per realizzare un cronoprogramma serrato di azioni. Ci apprestiamo a predisporre la semestrale di bilancio da presentare alla Giunta entro il 20 settembre, insieme ad un primo documento ufficiale di analisi dello stato delle cose e di prospettiva; poi una prima bozza di piano industriale da sottoporre al vaglio degli Assessori entro il mese successivo.
Se riusciremo a rispettare queste prime due scadenze avremo aperto un passaggio percorribile. Purtroppo non c’è spazio per commettere errori; io per primo devo sapere che gli obiettivi che mi sono stati consegnati al momento della nomina sono solo un punto di partenza e che occorre fare molto di più.
Per oggi mi accontento dello spirito di collaborazione dimostrato da tutti gli Assessori incontrati, con tutti i consigli e le indicazioni ricevute. Da domani si inizia a guardare e a progettare il futuro.

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In moto la macchina per il rilancio dell’Ipla. Due incontri con gli assessori all’Agricoltura e all’Ambiente

Giornata intensa oggi, all’insegna delle idee e dei progetti per il futuro.
Con il Direttore f.f. Luca Rossi dell’Istituto Piante da Legno e Ambiente, dopo un incontro mattutino di un’ora in Azienda con tutti i responsabili delle strutture tecniche per fare il punto, abbiamo incontrato gli Assessori Giorgio Ferrero (nella foto qui sotto) e Alberto Valmaggia (nella foto in fondo).

Un’ora e mezza di dialogo intenso con ciascuno, per illustrare la difficile situazione e ragionare insieme di come strutturare al meglio l’Istituto (o quello che scaturirà dalla riforma dello stesso) per le esigenze della Regione e per ottimizzare le nostre competenze cercando di ampliare i potenziali clienti al di fuori dei tre proprietari di oggi.
Abbiamo messo in campo tutto il nostro patrimonio di conoscenze e alcune proposte trovando ascolto e altrettanto impegno. Si è parlato della necessità di sfruttare al meglio i fondi europei sull’agricoltura e di come strutturare un’organizzazione capace di sfruttare le risorse già oggi a disposizione della Regione per contrastare il dissesto idrogeologico, produrre biomassa legnosa per energia e gestire con razionalità l’enorme patrimonio forestale piemontese.
Abbiamo parlato di valorizzazione dei territori e di produzioni tipiche, di tartufi e turismo, di formazione e di gestione, di lotta alle zanzare e alle patologie trasmesse dalle stesse. E ovviamente ci siamo soffermati sulle possibili soluzioni strutturali comprese tra la necessità di ridurre i costi e quella di individuare nuove linee d’azione.
Il tutto senza alcun tipo di assistenzialismo, guidati dalla necessità di aumentare la nostra efficienza e con l’obiettivo di favorire l’economia dei territori con le azioni che saranno intraprese.
Entro la fine di settembre abbiamo il compito di predisporre per la Giunta un documento di indirizzo che illustri le principali linee d’azione che individueremo come strategiche (da questo documento entreremo concretamente nel nuovo progetto) e a ottobre, dopo un confronto con la Giunta stessa, ci prepariamo a predisporre una prima bozza di nuovo piano industriale da sottoporre alla discussione.
La macchina ha riacceso i motori e incomincia a percorrere la strada. Se saremo veloci dipende anche da noi; se arriveremo all’obiettivo dipenderà da tanti fattori anche esterni al nostro potere e volere. Ma per ora non posso che essere soddisfatto dell’avvio; non sono nemmeno tre settimane che è cominciata questa avventura e siamo solo all’inizio del percorso.

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